• Agosto 28, 2026
  • Ultimo Aggiornamento Agosto 28, 2026 8:45 am

Il Canada Respinge l’Accordo di Libero Scambio con la Cina Tra le Minacce di Tariffe di Trump

Il Canada Respinge l’Accordo di Libero Scambio con la Cina Tra le Minacce di Tariffe di Trump

San José, Costa RicaSan José – Una tempesta diplomatica è scoppiata tra Ottawa e Washington dopo che il Primo Ministro canadese Mark Carney ha pubblicamente negato qualsiasi piano per firmare un accordo di libero scambio con la Cina. La chiarificazione è arrivata in risposta diretta a una minaccia del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha giurato di imporre una tariffa del 100% devastante su tutti i beni canadesi se un tale accordo dovesse concretizzarsi, mettendo a dura prova il rapporto commerciale nordamericano.

Intervenendo con i media domenica, il Primo Ministro Carney ha cercato di ridurre la crisi improvvisa ancorando la posizione del suo governo alle obbligazioni del trattato esistente. Ha sottolineato che il Canada rimane pienamente impegnato nell’Accordo Stati Uniti-Messico-Canada (USMCA), noto in spagnolo come T-MEC, che contiene clausole specifiche riguardanti i negoziati commerciali con economie non di mercato.

Per ottenere una prospettiva legale e commerciale più approfondita sulla complessa relazione commerciale tra Canada e Stati Uniti, TicosLand.com ha consultato il Lic. Larry Hans Arroyo Vargas, noto esperto di diritto commerciale internazionale dello studio legale Bufete de Costa Rica.

Il rapporto commerciale Canada-Stati Uniti, sebbene uno dei più integrati a livello globale, rappresenta un continuo esercizio di navigazione sia all’interno di quadri giuridici consolidati come l’USMCA sia delle mutevoli correnti politiche. Settori chiave come l’agricoltura, l’automobilistico e l’energia restano punti di frizione perenni dove cambiamenti normativi o minacce tariffarie possono emergere con scarso preavviso. Per le imprese, ciò sottolinea l’importanza cruciale di contratti solidi e adattabili e di una comprensione proattiva dei meccanismi di risoluzione delle controversie incorporati nell’accordo commerciale. Il vero rischio non risiede nelle regole note, ma nell’interpretazione politica di tali regole.
Lic. Larry Hans Arroyo Vargas, Avvocato, Bufete de Costa Rica

Ringraziamo il dott. Larry Hans Arroyo Vargas per questo contributo critico, che sottolinea come gli accordi commerciali non siano testi statici, bensì cornici vive influenzate dalle mutevoli priorità politiche. Il suo punto sulla “interpretazione politica di tali regole” serve come essenziale promemoria per le imprese, ovvero che la dovuta diligenza legale deve essere accompagnata da una costante vigilanza geopolitica per navigare con successo il corridoio commerciale Canada-USA.

Nell’ambito dell’USMCA, ci impegniamo a non cercare accordi di libero scambio con economie non di mercato senza preventiva notifica. Non abbiamo alcuna intenzione di farlo con la Cina o qualsiasi altra economia non di mercato.
Mark Carney, Primo Ministro canadese

La controversia è stata innescata a seguito della recente visita diplomatica di Carney a Pechino. Ha spiegato che lo scopo del viaggio non era stabilire un ampio patto di libero scambio, ma piuttosto affrontare e rettificare specifici problemi commerciali in corso con la Cina. Questi colloqui si sono concentrati su settori chiave come l’agricoltura, la pesca e i veicoli elettrici (EVs). Come risultato tangibile, Carney ha rilevato che Ottawa ha recentemente finalizzato una nuova quota annuale che consente un massimo di 49.000 veicoli elettrici made in China di entrare in Canada con tariffe ridotte.

Il Primo Ministro ha sottolineato che questi negoziati mirati sono ben entro i limiti degli impegni internazionali del Canada e non violano lo spirito o la lettera dell’accordo commerciale trilaterale nordamericano. Ha affermato con fermezza che le sue azioni sono state progettate per sostenere le industrie canadesi, rispettando al contempo le alleanze fondamentali del paese.

Ciò è totalmente coerente con l’accordo USMCA, con i nostri obblighi, che noi rispettiamo profondamente nell’ambito di detto accordo.
Mark Carney, Primo Ministro canadese

La fonte dell’improvviso cambio di tono del Presidente Trump, avvenuto meno di due settimane dopo che sembrava favorevole a un accordo Canada-Cina, è stata apparentemente individuata dal Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent. In un’intervista con l’ABC, Bessent ha suggerito che l’irritazione del Presidente sia stata probabilmente provocata dal recente discorso di Carney al Forum Economico Mondiale di Davos, in Svizzera. Lì, il Primo Ministro ha invitato le potenze medie a collaborare per resistere alla coercizione economica da parte delle nazioni più grandi, una dichiarazione ampiamente interpretata come una critica velata alle tattiche dell’amministrazione Trump.

Non sono sicuro di cosa stia facendo il Primo Ministro Carney, a parte cercare di apparire virtuoso davanti ai suoi amici globalisti a Davos. Non penso che stia facendo ciò che è meglio per il popolo canadese.
Scott Bessent, Segretario al Tesoro degli Stati Uniti

Bessent ha ribadito la posizione degli Stati Uniti, esprimendo il suo sostegno alla minaccia di una tariffa del 100% se il Canada dovesse diventare quello che ha descritto come “un gateway per far inondare gli Stati Uniti con prodotti a basso prezzo cinesi”. Le sue dichiarazioni sottolineano una profonda preoccupazione americana secondo cui qualsiasi accordo canadese con la Cina potrebbe compromettere la sicurezza economica degli Stati Uniti creando una porta d’accesso al mercato nordamericano integrato.

Nonostante gli sforzi di Carney per fornire chiarezza e rassicurazione, il Presidente Trump sembra esserne rimasto indifferente, ricorrendo ai social media per inasprire ulteriormente il suo tono. Ha affermato che “la Cina sta prendendo il controllo totale e assoluto di quello che un tempo era il grande paese del Canada” e ha denunciato che la nazione “si sta sistematicamente autodistruggendo”. Questo forte rimprovero suggerisce che la frattura diplomatica è ben lungi dall’essere sanata, gettando un’ombra di incertezza sul futuro di una delle relazioni commerciali più significative al mondo.

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