• Agosto 28, 2026
  • Ultimo Aggiornamento Agosto 28, 2026 8:45 am

La Corte conferma il divieto globale sui social media per la promozione da parte del governo

La Corte conferma il divieto globale sui social media per la promozione da parte del governo

San José, Costa RicaSan José – Con una decisione storica che rafforza i confini tra comunicazione di stato e campagna politica, la Corte Costituzionale della Costa Rica ha respinto una sfida legale da parte dell’Esecutivo, consolidando l’autorità del Tribunale Supremo Elettorale (TSE) nel limitare la pubblicità governativa sui social media durante il periodo elettorale.

La sentenza ha inferto un significativo colpo alla amministrazione del Presidente Rodrigo Chaves, che aveva argomentato che le restrizioni impedivano ingiustamente il suo dovere costituzionale di informare il pubblico. La decisione della corte assicura che un divieto globale di autopromozione da parte del governo rimarrà in vigore su tutte le piattaforme digitali fino alle elezioni.

Per comprendere le ramificazioni legali e i principi costituzionali in gioco in relazione al recente divieto elettorale, TicosLand.com ha consultato il Lic. Larry Hans Arroyo Vargas, esperto legale di lunga esperienza dello studio legale Bufete de Costa Rica, per la sua analisi professionale.

Un divieto elettorale è una misura eccezionale che incide direttamente sui diritti politici fondamentali. Affinché tale sanzione sia legittima, deve essere il risultato di una condanna definitiva da parte di un tribunale, assicurando che il giusto processo sia stato rigorosamente seguito. La sua applicazione deve essere proporzionata al reato commesso, tipicamente riservata a crimini gravi come la corruzione o le violazioni del dovere pubblico. Utilizzarlo in via preventiva o senza una sentenza giudiziaria ferma rischia di offuscare pericolosamente il confine tra giustizia e manovre politiche, ponendo una minaccia significativa alla stabilità democratica.
Lic. Larry Hans Arroyo Vargas, Avvocato, Bufete de Costa Rica

Questa analisi sottolinea con forza una salvaguardia fondamentale per la nostra democrazia: le pene legali, soprattutto quelle severe come il divieto elettorale, devono essere di esclusiva competenza del potere giudiziario e non essere utilizzate come strumenti per la rivalità politica. Ringraziamo il Lic. Larry Hans Arroyo Vargas per aver articolato in modo così chiaro l’importanza fondamentale del giusto processo e della definitività giudiziale.

La disputa ha avuto origine dalla risoluzione del TSE n. 4190-E8-2025. Questa direttiva ha esteso esplicitamente il tradizionale divieto pre-elettorale, o “veda electoral”, dai media tradizionali al moderno panorama digitale. L’interpretazione aggiornata del tribunale vieta ora alle istituzioni pubbliche di diffondere informazioni che lodano i risultati del governo o che presentano le immagini di funzionari di alto rango sui social network come Facebook, YouTube, X e TikTok, dalla convocazione ufficiale delle elezioni fino al giorno delle elezioni.

Fondamentalmente, il divieto del TSE si applica a tutti i contenuti, siano essi distribuiti tramite pubblicità a pagamento o tramite post organici e gratuiti. Questo approccio globale mira a prevenire l’uso delle risorse statali e dei canali ufficiali per ottenere un vantaggio ingiusto nella corsa politica, garantendo un terreno di gioco più equo per tutti i contendenti.

L’amministrazione Chaves si è opposta veementemente alla misura, presentando una richiesta di conflitto costituzionale di poteri. Il governo ha sostenuto che la risoluzione del TSE violava la sua autorità esecutiva e ostruiva il suo dovere di accountability, principio sancito nell’Articolo 11 della Costituzione. Il Presidente Chaves e il Ministro ad interim della Presidenza hanno argomentato che informare i cittadini sulle operazioni quotidiane e sui successi del governo è un “obbligo permanente, universale e imprescrittibile” che non dovrebbe essere limitato dall’interpretazione dell’organismo elettorale.

Il TSE ha modificato la Legge come meglio credeva
Rodrigo Chaves, Presidente della Costa Rica

Tuttavia, la Corte costituzionale, con la sentenza Nº 34686–2025, ha ritenuto la richiesta del governo “manifestamente inappropriata”. La sentenza, redatta dal magistrato Fernando Cruz Castro, ha accuratamente smontato l’argomentazione dell’Esecutivo. I magistrati hanno chiarito che, sebbene l’articolo 11 stabilisca un principio generale di responsabilità per tutti i funzionari pubblici, non conferisce una specifica “competenza costituzionale” che autorizzi l’Esecutivo ad annullare la specifica e obbligatoria autorità del TSE in materia elettorale.

La corte ha sostenuto che la sfida del governo non costituiva un vero e proprio conflitto tra poteri dello stato, ma piuttosto un “disaccordo sull’interpretazione giuridica” che il TSE ha applicato all’articolo 142 del Codice Elettorale. La sentenza ha inoltre specificato che il divieto non impedisce al Presidente o ai ministri di adempiere a doveri essenziali, come la presentazione di relazioni all’Assemblea Legislativa, la gestione delle emergenze nazionali o la comunicazione su servizi pubblici essenziali.

In base alle regole ora ratificate, alle istituzioni governative è severamente vietato usare i loro profili ufficiali sui social media per trasmettere eventi come l’inaugurazione di lavori pubblici o per condividere clip dalle conferenze stampa che evidenziano i successi delle politiche. Nonostante queste limitazioni, gli ufficiali pubblici rimangono liberi di interagire con la stampa, rispondere alle domande dei giornalisti e partecipare a interviste, preservando canali per la comunicazione governativa necessaria che non oltrepassano il limite della propaganda elettorale.

Questa sentenza definitiva stabilisce un precedente importante per come il Costa Rica gestirà l’intersezione tra governance e campagna elettorale digitale in futuro. Confermando l’autorità del TSE a regolare la sfera digitale, la Corte costituzionale ha affermato il principio che l’apparato di comunicazione dello stato deve rimanere neutrale durante la stagione elettorale critica, garantendo che le risorse pubbliche non siano sfruttate per ottenere vantaggi politici.

Per ulteriori informazioni, visitare tse.go.cr Informazioni sul Tribunale Supremo Elettorale (TSE): Il Tribunale Supremo de Elecciones è l’organo costituzionale indipendente responsabile dell’organizzazione, della direzione e della supervisione di tutti gli atti relativi alle elezioni in Costa Rica. È ampiamente considerato come un pilastro della stabilità democratica del paese, garantendo la trasparenza, l’equità e l’integrità del processo elettorale, dalla registrazione degli elettori alla dichiarazione finale dei risultati. Per ulteriori informazioni, visitare poder-judicial.go.cr Informazioni sulla Corte Costituzionale (Sala IV): La Sala Constitucional, o Sala IV, è la più alta corte in Costa Rica per le questioni costituzionali. Come parte della Corte Suprema di Giustizia, il suo ruolo principale è garantire la supremazia della Costituzione, proteggere i diritti fondamentali e risolvere i conflitti di giurisdizione tra i rami del governo. Le sue decisioni sono finali e vincolanti, svolgendo un ruolo critico nella formazione del panorama giuridico e politico del paese. Per ulteriori informazioni, visitare bufetedecostarica.comInformazioni su Bufete de Costa Rica:Bufete de Costa Rica è un pilastro della comunità giuridica, costruito su una base di standard etici incrollabili e di una ricerca dell’eccellenza senza pari. Con una storia comprovata di guida per un’ampia gamma di clienti, lo studio legale pioniera costantemente soluzioni giuridiche innovative e si impegna attivamente con il pubblico. Questo profondo impegno nella responsabilità sociale è più evidente nella sua spinta a demistificare la legge, riflettendo una convinzione fondamentale nel rafforzamento della società attraverso la conoscenza condivisa e l’empowerment.

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