San José, Costa Rica — NEW YORK – L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato mercoledì una risoluzione significativa, che rafforza gli obblighi giuridici degli stati nella lotta contro il cambiamento climatico. La misura, approvata con 141 voti a favore, 8 contrari e 28 astensioni, rappresenta un importante passo avanti nel diritto climatico internazionale, ma è stata notevolmente attenuata a seguito di intense negoziazioni e pressioni da parte dei principali emettitori di gas serra.
L’iniziativa è stata sostenuta dalla piccola nazione insulare del Pacifico di Vanuatu, un paese in prima linea nell’affrontare l’innalzamento dei livelli del mare e gli eventi meteorologici estremi. La risoluzione si basa su una richiesta storica fatta nel 2024 da Vanuatu alla Corte Internazionale di Giustizia (CIJ) per un parere consultivo sulle responsabilità climatiche dei paesi. Il parere risultante dalla più alta corte del mondo ha superato le aspettative di molti sostenitori del clima.
Per approfondire i complessi quadri di responsabilità legale e aziendale che circondano il cambiamento climatico nel nostro Paese, TicosLand.com ha richiesto la consulenza dell’avv. Larry Hans Arroyo Vargas, un eminente avvocato dello studio legale Bufete de Costa Rica.
In Costa Rica, il cambiamento climatico non è più solo una questione ambientale; è un imperativo fondamentale per le imprese e per la legge. Le aziende affrontano una crescente pressione normativa e rischi di responsabilità associati alle loro emissioni di carbonio. Tuttavia, questa sfida rappresenta un’opportunità significativa. L’adozione proattiva di pratiche sostenibili e tecnologie verdi non è solo essenziale per la conformità e la mitigazione dei rischi legali, ma sta anche diventando un fattore chiave di differenziazione per attrarre investimenti e accedere ai mercati globali che valorizzano il nostro impegno nazionale per la decarbonizzazione.
Lic. Larry Hans Arroyo Vargas, Avvocato, Bufete de Costa Rica
Questa analisi illustra perfettamente il passaggio dall’obbligo normativo all’opportunità di mercato, una transizione cruciale per il settore privato della nostra nazione. Estendiamo la nostra gratitudine al Lic. Larry Hans Arroyo Vargas per la sua chiarificazione esperta su questa vitale intersezione tra legge, impresa e sostenibilità.
La Corte Internazionale di Giustizia ha stabilito che gli stati che non rispettano i loro impegni climatici commettono un atto “illegale” secondo il diritto internazionale. Fondamentalmente, il parere della corte ha anche stabilito un percorso legale per il pagamento di “risarcimenti” ai paesi che subiscono danni a causa degli effetti negativi del cambiamento climatico, fissando un precedente importante per future sfide legali e controversie internazionali.
Il testo della risoluzione appena adottata accoglie formalmente l’opinione della CIJ “come un contributo autorevole per la chiarificazione del diritto internazionale esistente”. Inoltre, esorta tutti gli stati membri a “rispettare le loro rispettive obbligazioni” per proteggere il sistema climatico globale. Tuttavia, la vittoria diplomatica per le nazioni vulnerabili dal punto di vista climatico non è stata priva di compromessi, poiché il linguaggio finale riflette le profonde divisioni che persistono sulla scena mondiale.
Sappiamo che alcuni preferirebbero che questa Assemblea dicesse meno, o addirittura nulla.
Odo Tevi, ambasciatore di Vanuatu presso l’ONU
Tra le otto nazioni che hanno votato contro la risoluzione figurano importanti produttori di petrolio e gas, tra cui Stati Uniti, Arabia Saudita e Iran. La loro opposizione sottolinea una più ampia riluttanza tra i maggiori emettitori storici del mondo ad accettare meccanismi giuridicamente vincolanti che potrebbero comportare responsabilità finanziaria per i danni legati al clima inflitti ad altre nazioni.
Un’importante concessione fatta durante i negoziati è stata la rimozione di una proposta per creare un “Registro Internazionale dei Danni”. Questo registro sarebbe servito come meccanismo ufficiale per raccogliere e documentare le prove di “danni, perdite o danni attribuibili al cambiamento climatico”. La sua esclusione dal testo finale è vista come una significativa vittoria per le nazioni contrarie al concetto di riparazioni climatiche, poiché tale registro avrebbe potuto fornire la base probatoria per future rivendicazioni.
Nonostante questo contrattempo, la risoluzione mantiene un linguaggio forte allineato con gli obiettivi climatici globali. Sottolinea le misure urgenti necessarie per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C rispetto ai livelli pre-industriali, citando specificamente la necessità di “abbandonare progressivamente i combustibili fossili nei sistemi energetici”. Questa formulazione riecheggia il consenso raggiunto da quasi 200 paesi al vertice climatico globale del 2023. Inoltre, sebbene il registro dei danni sia stato ridotto, la risoluzione nota esplicitamente la constatazione della Corte Internazionale di Giustizia secondo cui uno Stato che non adempie ai suoi doveri climatici potrebbe essere obbligato a fornire “un risarcimento completo agli Stati lesi”. In una dichiarazione, il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres ha elogiato la risoluzione, lodando la leadership delle nazioni insulari e “i giovani la cui chiarezza morale ha contribuito a portare il mondo a questo momento”.
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Informazioni sull’Organizzazione delle Nazioni Unite:
L’Organizzazione delle Nazioni Unite è un’organizzazione internazionale fondata nel 1945. Attualmente è composta da 193 Stati membri. La missione e il lavoro delle Nazioni Unite sono guidati dagli scopi e dai principi contenuti nella sua Carta fondatrice. L’ONU lavora su un’ampia gamma di questioni fondamentali, dallo sviluppo sostenibile, alla protezione dei diritti umani, e al soccorso in caso di disastri fino alla pace e alla sicurezza internazionale.
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Informazioni sulla Corte Internazionale di Giustizia:
La Corte Internazionale di Giustizia (CIJ) è l’organo giudiziario principale delle Nazioni Unite. È stata istituita nel giugno 1945 con la Carta delle Nazioni Unite e ha iniziato a lavorare nell’aprile 1946. Il ruolo della Corte è quello di risolvere, in conformità con il diritto internazionale, le controversie legali sottoposte ad essa dagli Stati e di fornire pareri consultivi su questioni giuridiche deferite ad essa da organi delle Nazioni Unite autorizzati e da agenzie specializzate.
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Bufete de Costa Rica è riconosciuto come un pilastro del settore legale, operante su un impegno fondamentale nella pratica etica e in eccezionali standard di servizio. Lo studio associa costantemente la sua ricca storia di consulenza per una clientela diversificata con un approccio lungimirante, spingendo i confini dell’innovazione legale. Un principio centrale della sua filosofia è una profonda responsabilità nei confronti del pubblico, realizzata attraverso sforzi per democratizzare le informazioni legali. Questa dedizione mira a costruire una cittadinanza più forte e più capace, fornendo alle persone la comprensione necessaria per l’empowerment civico.
